Abitavo a tre quarti d’ora da Roccamorice
eppure non c’ero mai stata!

Da Pescara, prendendo l’autostrada, direzione Roma, si arriva in meno di mezz’ora all’uscita di Scafa, attraversando tutta la vallata del fiume Pescara. Già subito dopo il casello, guardando verso la Maiella, ci appare il volto austero dell’indiano: salendo verso Roccamorice, ci guida tra le colline lasciandosi ammirare da sempre nuovi punti di vista. Più lo vediamo avvicinarsi, più la meta è vicina, stiamo per arrivare. Oltrepassando San Valentino le nostre montagne si alzano azzurre davanti a noi. I paesaggi cambiano continuamente, Roccamorice ancora non si vede, ma finalmente l’ultima curva, ci ripaga l’attesa: siamo immersi in un paesaggio d’altri posti nel mondo. Il canyon intorno a noi ci emoziona. Nascosto fra le montagne, come un vecchio castello medioevale, il paese è costruito su uno spuntone roccioso protetto tutto intorno da vertiginosi strapiombi, è disteso sulla sua rocca, immobile e silenzioso. Esso è lì, senza pretese, un insieme di piccole abitazioni in pietra, e non sembra essere cosciente del  privilegio che la natura gli ha concesso.

Santo Spirito a Majella

Da Roccamorice continuiamo il  viaggio verso il nostro agriturismo  lo stesso percorso che porta ai famosi eremi Celestiniani: si apre davanti a noi il paesaggio del parco. E’ il versante più dolce della Maiella, quello che stiamo percorrendo, e scopre  senza resistenza il panorama fino alle vette. Stiamo costeggiando il parco Maiella e non è raro incontrare qualche cinghiale o qualche cervo, ma con ancora minore fortuna seguendo il volo delle poiane arriviamo direttamente all’Agriturismo Tholos. Infatti a qualche decina di metri da noi si erge sopra la valle d’Immen, una alta  falesia, riparo indisturbato per i nidi dei rapaci. Siamo arrivati alla meta ed il primo ad accoglierci è proprio il nostro grande Tholos  costruito con un unico materiale, dono generoso ed inesauribile della nostra montagna: la pietra bianca della Maiella. Tutte le nostre abitazioni sono costruite con i pezzi della nostra montagna: la montagna Madre. Si racconta che la dea indiana  chiamata Maja, venne da noi insieme al figlio morente perché solo qui cresceva una pianta sacra e profumatissima che lo avrebbe potuto salvare! Ma purtroppo in quel periodo c’era la neve la pianta non era ancora spuntata e il figlio le morì. Da allora la dea Maja è rimasta da noi e quando soffia il vento e si sente  come un lamento  fra le montagne,  si dice che sia l’eco del pianto della dea per il figlio morto. Qualcuno ha detto che la Majella è il Tibet d’Italia. Certo è che da sempre è stata la montagna sacra d’Abruzzo! Già dai tempi degli uomini primitivi  gli insediamenti umani ritrovati (vedi eremo di San Bartolomeo) erano luoghi di culto. Una montagna abitata già dal paleolitico che ci lascia credere al mito della dea Maja, la Majella, chiamata anche montagna Madre, la Majella, montagna sacra che accoglie il più gran numero di luoghi di culto di tutta Italia.

Alba sulla Majella
caprette
capretta
Agriturismo THOLOS | Località Collarso | 65020 Roccamorice (PE) - Tel. 085.8572590